| DEVO PRENDERE RESPIRO |
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| martedì 17 ottobre 2006 | |
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Non vorrei che qualcuno pensasse che trascuro il mio blog con tutti i bei pensieri che ci stiamo regalando. No, in questi giorni non scrivo perchè sono praticamente costretto a letto da complicazioni dovute ai farmaci che assumo come il Fiore la mortadella. Proprio non ho l'energia per fare qualsiasi cosa. Aspettatemi Commenti (9)
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scritto da Visitatore, dicembre 04, 2006 franca
scritto da Visitatore, dicembre 03, 2006
Può accadere ogni cosa;
può accadere che fuori ci sia un cielo di stelle al di la della nebbia autunnale e del mosto. Può accadere che sotto le nuvole risplendano soli caldi sulle aie. Può accadere di amore sotto il cielo di allora in attesa del giorno al mio amore franca appena ce la fai
scritto da Visitatore, ottobre 26, 2006
fatti sentire,appena ce la fai. Piano piano passer questo momento negativo. Tanti tanti auguri :)
un abbraccio a Mario
scritto da Visitatore, ottobre 24, 2006
Ciao Mario, sono la Franci (Monica). Mi ha detto la Miri che c'era questo tuo blog e ho pensato di passare a farti un salutino! :roll
Ti abbraccio Fortissimo. Franci pavia che aspetta mario
scritto da Visitatore, ottobre 21, 2006
certo che ti aspetiamo ! ti aspettiamo anche a Pavia per la mostra sulla gente del fiume ( Ticino) per i 100 anni della CGIL. Ho intravisto la Betti all'inaugurazione , ma la mostra vogliamo vederla insieme a te. altrimenti non c' gusto.
un abbraccio lungo un fiume! daniela sappi che ci sei prezioso! libro consigliato.
scritto da Visitatore, ottobre 20, 2006
ciao mario sono già andata in libreria a ordinare un libro di izzo il primo della trilogia . con affetto nadia.
ti aspettiamo
scritto da Visitatore, ottobre 20, 2006
Certo che ti aspettiamo. Ti aspettiamo impazienti, come si conviene a degli amici che aspettano il ritorno di un amico.
Io vengo ogni giorno a salutare il tuo blog ed oggi, per fartelo sapere, ne lascio anche la traccia, queste poche parole di augurio perch presto ti ritornino le energie, per scriverci i tuoi bellissimi pensieri e memorie. Ho scritto stasera ad un amico che del tempo me ne fotto, il massimo che gli concedo un cortese "buongiorno-buonasera". Quando torni, per festeggiare, mi manger un etto di mortadella. A presto mariateresa Scrivi commento
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Caro Mario il 3 dicembre 2006 è stato uno dei giorni più infelici per me: ho saputo che dopo lunga malattia te ne sei andato, non ti vedrò più. Avrei voluto esserti vicino, ma non si sa come accada, probabile che tutti credevano si sapesse del tuo male, ma forse è colpa mia, sono troppo distratto, così ho saputo di te dopo dieci giorni che eri morto.
Affiorano alla mente molti ricordi, soprattutto la tua cordialità, la tua simpatia, il tuo sorriso, la tua bontà. Si eri soprattutto un Uomo Buono! si sente nei tuoi racconti da come descrivi e come tratti i tuoi personaggi. Volevo dirti che mi hai dato molto. Qualche anno fa mi venisti a trovare una sera e con sorpresa mi vedesti impegnato a studiare, si perché dopo molti anni, nonostante avessi superato i quaranta, volevo prendere il diploma di infermiere, tu esclamasti: “stai studiando come un vero studente”, tu non sai come mi spronasti ancora di più per raggiungere il mio obbiettivo! Volevo dirti anche che mia figlia ha conseguito il diploma di maturità classica e ha superato i test per entrare in facoltà di medicina a Brescia. Mia figlia si ricorda bene quando venisti a cena da noi e ti disse che aveva iniziato il liceo classico ed esclamasti: “ fai la brava, guarda che ti seguo”!
Da poco sono andato in pensione e prima delle feste di Natale sarei venuto a trovarti con salame, fagiolate e vini e altre cose caserecce come piacevano a te.
Sappi che non riuscivo mai a finire un racconto dei tuoi libri tanto era l’emozione e soprattutto l’appannamento degli occhi.
Ricordo molto bene la presentazione del tuo primo libro di racconti, una sera al teatro di Orzinuovi, facevo il turno di notte e dovetti purtroppo andarmene prima del tempo ma ricordo molto bene quello che disse uno dei relatori, finendo il suo intervento commentò la fotografia che c’è sulla copertina dell’”uomo delle bambole” dove è rappresentato un campo tra le brume autunnali, con tre alberi, avvolto nella nebbia, disse che dietro a quegli alberi, a quella nebbia, c’erano i tuoi occhi che scrutavano i personaggi , le persone vere, gli attori dei tuoi racconti. Quando percorrevo in macchina la statale 235 nel periodo in cui la nebbia ci accompagna, mi venivi sempre in mente. Ora che non ci sei più, mi piace sapere che dietro a quegli alberi, a quella nebbia, ci guardi, mi guardi. Ciao Mario.
Sandro