| Chi ha visto la Santina di Orzinuovi? |
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| lunedì 06 novembre 2006 | |
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“volevo la luna, è il bel libro autobiografico di P.Ingrao che sto leggendo in questi giorni, piacevolmente sorpreso dalla leggerezza della scrittura e dalla dimensione poetica che traspare da tutte le pagine. Nel corso del 1943, Ingrao racconta di come fosse rifugiato in un appartamento di corso di Porta Nuova a Milano, ospite di tre fratelli siciliani e da Santina, morosa di uno di questi. Ecco come descrive la ragazza (pag.97): “…con loro viveva una creatura incantevole, l’amante di Angelino Impiduglia, Santina,operaia anch’essa. Tornava dal lavoro quasi alle prime luci della sera: doveva ripulir casa e preparare la scarsa cena. Quella creatura infaticabile e vitale era consapevole del rischio che correvano, lei e i suoi amici siciliani, per la presenza di un clandestino come me. Eppure non fece mai cenno al pericolo, non mostrò mai un segno di paura: né capii se e in che misura condividesse le idee sovversive di quei maschi siciliani. Stranamente io non le chiesi mai se sapesse della mia vicenda e che sapesse. La guerra ormai dilagava dal sud. E la fratellanza politica assumeva questa semplicità.” In un primo momento non mi sono soffermato molto sulla descrizione di Santina ma grande la sorpresa quando nel capitolo seguente, a pag. 121, racconta di come dopo il 25 luglio trovasse la casa di Porta Nuova vuota: “…Di Benedetto era in manette, i fratelli Impiduglia erano partiti per la Sicilia, e la Santina era rientrata ad Orzinuovi.”.Lasciai cadere il libro sulla coperta e cercai di immaginarmi la Santina per le strade del mio paese. Frugai tra i ricordi della mia infanzia, erano parecchie le donne che allora si chiamavano Santa o Santina, ma nessuna di quelle che ricordavo, avevano trascorso dei periodi a Milano. Ho ancora ben presenti le figure femminili che entravano nella stanza dove mia mamma faceva la sarta. Ascoltavo i loro discorsi e mi incantavo sui visi di quelle donne, ma quella Santina proprio non riuscivo ad individuarla. La Santina di Ingrao, se fosse ancora viva, dovrebbe avere circa 80 anni, e sarebbe troppo bello poterla incontrare, sedersi accanto a lei per farsi raccontare di quell’anno trascorso nella casa di Porta Nuova con Ingrao. In questi dieci anni di scrittura, quanti sono stati i vecchi che, seduti davanti a me, si sono commossi raccontandomi le storie della loro vita. E quasi tutti sono poi diventati protagonisti dei miei racconti. Curadì che viveva alla macchia nei boschi dell’Oglio, Zanoni che aveva rubato un platano a Curadì per farsi il letto matrimoniale, il tenero Adamo di Camairago partigiano davanti al mare, Pippo unico sopravvissuto della strage di Caselle Landi. E tanti, tanti altri ancora. Al casello, custodisco una mia piccola biblioteca di circa 2000 libri. Spesso alla sera, prima di addormentarmi, scorrendo con lo sguardo tutti quei libri bel impilati nei cubi rossi e blu, sento le infinite ed affascinanti storie che contengono, entrarmi dentro, i personaggi, i paesaggi, i luoghi. E’ una ricchezza infinita che ti senti di possedere. Un altro tesoro, non meno importante, è rappresentato dalla lunga teoria di grandi vecchi che ho incontrato per farmi raccontare della loro vita. Alcuni di loro sono finiti nei miei libri, altri mi sono rimasti nella mente, e tutti sono lì nel mio scrigno personale. Per questo non sono più riuscito a togliermi dalla testa l’immagine della Santina di Ingrao, magari mentre passeggia per le strade di Orzinuovi. Quante cose avrebbe potuto raccontarmi! Per caso qualcuno ne ha notizia? Commenti (1)
![]() MEMORIE scritto da Visitatore, novembre 07, 2006
CIAO MARIO LEGGENDO DELLA SANTINA CHE IO NON HO CONOSCIUTO MI è VENUTO IN MENTE UNA GRANDE DONNA SORESINESE SI CHIAMA MITEN . DURANTE LA GUERRA IN CASA SUA SI RIFUGIAVANO I PARTIGIANI,SI STAMPAVANO VOLANTINI,SI TENEVANO RIUNIONI CLANDESTINE.HO PASSATO TANTE ORE AD ASCOLTARE I SUOI RACCONTI E SEMPRE MI STUPIVO DEL SUO GRANDE CORAGGIO .ORA PERO'VOGLIO RACCONTARTI DA DOVE VIENE LA MIA PASSIONE PER LA LETTURA.MIO PADRE PER DIVERSI ANNI FECE IL SEGRETARIO DI SEZIONE DEL P.C.I. LO STIPENDIO ERA MOLTO MISERO A QUEI TEMPI LE TESSERE DI ISCRIZIONE AL PARTITO SI PAGAVANO CON I BOLLINI MENSILI DI CONSEGUENZA TUTTI I MESI BISOGNAVA RECARSI PERSONALMENTE A CASA DEGLI ISCRITTI A RISCUOTERE I SOLDI E SPESSO I SOLDI NON C'ERANO ED ERA CON QUEI SOLDI CHE IL PARTITO PAGAVA I FUNZIONARI I QUALI SPESSO NON RICEVEVANO NEANCHE IL MISERO STIPENDIO ,ALLORA LA POLITICA SI FACEVA PER PASSIONE. MA TORNIAMO ALLA MIA PASSIONE PER I LIBRI.IL PARTITO A NATALE AVEVA L'ABITUDINE DI REGALARE AI FUNZIONARI I LIBRI NON TI PUOI IMMAGINARE COME ASPETTAVO QUEL GIORNO.CI VENIVANO CONSEGNATI IN UN CARTONE E LA MIA GIOIA PIU GRANDE ERA APRIRE QUEL TESORO.LA VITA IN QUEL PERIODO ERA MOLTO DIFFICILE NON AVEVAMO I SOLDI PER MANGIARE IO AVREI VOLUTO STUDIARE MA HO DOVUTO LAVORARE APPENA FINITE LE ELEMENTARI,MA APPENA AVEVO UN PO DI TEMPO MI METTEVO A LEGGERE ANCORA ADESSO MI SENTO DI RINGRAZIARE NONOSTANTE TUTTO CHI HA AVUTO LA BELLISSIMA IDEA DI REGALARE I LIBRI A NATALE.CIAO A PRESTO NADIA
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